mercoledì 21 settembre 2016

Gnocchi di patate al rosmarino in veste autunnale





Eccoci dinuovo alla grande sfida di MTChallenge con la sfida n° 59   sua maestà lo gnocco di patate!
La sfida è scelta  dal blog Il Bosco di Alici   vinta precedentemente con la pizza.
 
Giovedì gnocchi... ma anche mercoledì, venerdì, sabato, domenica...guardacaso domani (giovedì) sarà l'equinozio d'Autunno, e come non dargli il benvenuto con questi gnocchi dai suoi sapori e profumi, tutto in un'unico piatto.
Gli gnocchi mi piacciono molto, e si prestano bene a molte preparazioni, se devo dirla tutta gli ho mangiati preparati con fonduta di formaggio, esageratamente buoni, avrei vuluto proporli, ma uno dei commensali  purtroppo con il formaggio non ha molta confidenza!!!!
La dolcezza della zucca, il sapore intenso dei funghi, la saporosa salsiccia e un'idea di scaglie di pecorino doc, accompagnano la mobidezza di  questi gnocchi...che si sono sciolti in bocca!
 
Non è certamente questo un piatto da pensare in 5 minuti,  ma gli gnocchi sono più semplici a farli di quanto si possa immaginare, magari a burro e salvia...ci vuole tanta pazienza e ovviamente delle buone patate, io ho usato quelle bianche.
Ad ogni modo la consistenza dell'impasto, sta anche in quanta farina andrete ad usare.
Ma bando alle ciance ed ecco la ricetta:





Ingredienti:
700 gr di patate kennebec
120gr di farina 0
2 rametti di rosmarino tritato a polvere
sale, un pizzico

salsa:
700gr di zucca gialla
olio evo q.b.
1 cipolla di certaldo
due salsicce fresche
300/400 gr di funghi porcini
nepitella
sale&pepe
pecorino stagionato dop a scaglie

Ho lessato le patate, poi da calde le ho subito spellate e passate allo schiacciapate, messe sulla spianatoia precedentemente infarinata, quindi ho aggiunto il rosmaino e  la farina pian piano.
Ho poi fatto tanti rotolini,  tagliati cercando di farli uguali e passati poi sui rebbi della forchetta.
Nel frattempo ho cotto la zucca già pulita insieme ad un pò di cipolla, sale, quindi l'ho passata al mixer per farla diventare una crema.
In un'altro tegame ho cotto con l'olio e uno spicchio di aglio, i funghi porcini tagliati a fette grandi, nepitella che ci sta benissimo, sale&pepe e  aggiunto poi la salsiccia. 
A questo punto ho messo l'acqua sul fuoco, l'ho salata e al bollore ho tuffato gli gnocchi (non tutti inseme in due volte) togliendoli poi con la schiumarola,  quindi ho composto i piatti.
Alla base la crema di zucca, ho adagiato  gli gnocchi e poi ho messo sopra il sugo dei funghi e due scaglie di pecorino, un giro di pepe evvia!!!
Mi spiace solo di aver fatto le foto di fretta al piatto finito,  ma i commensali avevano una gran fame,  non si può certo servire un piatto freddo agli invitati!




sabato 10 settembre 2016

CROSTATA DI FICHI della zia Bruna








Settembre, tempo di fichi.  Questa estate è stata veramente propizia per i fichi, ce ne sono da dare e da serbare, buonissimi e dolcissimi, tant'è che il mio babbo, ha fatto la marmellata ed ha usato pochissimo zucchero.
I fichi, sono un alimento ricco di vitamine, sono molto nutritivi ed hanno virtù benefiche per l’organismo.
L'albero del fico, appartenente alla famiglia delle Moraceae, ha un fusto grigio, rami ricurvi e belle foglie palmate. Esistono oltre 150 varietà di fichi, ma quelli più comuni sono il fico verde, viola e nero.
Esistono oltre 150 varietà di fichi, bianchi, marroni, viola, verdi e neri, ma dal punto di vista commerciale i più importanti sono:

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fico.html
Copyright © Alimentipedia.it
Esistono oltre 150 varietà di fichi, bianchi, marroni, viola, verdi e neri, ma dal punto di vista commerciale i più importanti sono:

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fico.html
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Esistono oltre 150 varietà di fichi, bianchi, marroni, viola, verdi e neri,

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fico.html
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Esistono oltre 150 varietà di fichi, bianchi, marroni, viola, verdi e neri, ma dal punto di vista

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fico.html
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Esistono oltre 150 varietà di fichi, bianchi, marroni, viola, verdi e neri, ma dal punto di vista

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fico.html
Copyright © Alimentipedia.it
Buonissimi anche i fichi secchi, famosi quelli di Carmignano (Po).

L'albero del fico, è per me, anche un ricordo legato all'infanzia, avrò avuto 11 anni, quando andavo a giocare con la mia amica, dove, nel suo giardino,  c'era un grande albero di fichi, (oltre ad uno di albicocche, ma quella è un'altra storia...) che a inizio settembre produceva i suoi dolcissimi frutti, che io chiamavo i "fichi biondi", perchè all'interno sono proprio dorati, biondi!
In giardino, prendevamo una vecchia scala di legno e salivamo sull'albero, con un pò di paura e facendo attenzione,  poggiavamo i piedi sulla tettoia dello stanzino e  si coglievano i fichi con le mani, fin dove si poteva arrivare, oppure ci aiutavamo con una canna di bambù aperta in alto, come una mano, (la canna ladra come la chiamava mio nonno)  ...  direttamente dal produttore al consumatore!!!  
Erano così buoni, il problema però era la buccia, non mangiandola, dove buttarla? Facile, si buttava giù  nel giardino, o aldilà del muro sulla strada, non vi dico che appiccicume, infatti la mamma della mia amica, ci sgridava, era pericoloso  si scivolava, peggio che con la buccia di banana!!!   Che ricordi!
Ma eccoci alla buona crostata di fichi della "zia Bruna", (zia dell' amica di mia mamma), che ci ha gentilmente passato la ricetta ,  pari pari come scritta nel suo ricettario.
Questa base può essere utilizzata anche con altro tipo di  frutta o  anche solo marmellata.
Premetto che ho dimezzato le dosi, ed ho utilizzato  una teglia di circa 20x30.





Ingredienti: 

500gr di farina 0
250gr di burro
250gr di zucchero
5 tuorli
mezzo bicchiere di marsala (o vino liquoroso)
un pizzico di sale
1 cucchiaio di olio evo
1 bustina di lievito  (bertolini o paneangeli)
4 biscotti amaretti tritati finissimi
1 cucchiaio di zucchero di canna
zucchero a velo   (per decorare)
marmellata di fichi 
Fichi (circa 20/22) 






Procedimento:

Impastare tutti gli ingredienti, o sulla spianatoia facendo la fontana, oppure nel kitchenaid con accessorio a foglia. Ho messo insieme farina 0, lievito, biscotti tritati, burro a pezzetti, sale, olio, ho iniziato a impastare, poi ho aggiunto i tuorli uno ad uno ed il marsala. Appena l'impasto è diventato compatto, l'ho messo sulla spianatoia e avvolto nella pellicola, in frigo per 20 minuti.






Nel frattempo ho tagliato i fichi a rondelle e messi su un vassoio. Ho acceso il forno a 180°, poi ho  ripreso l'impasto e l'ho steso nella teglia precedentemente rivestita di carta forno, ho dato una pennellata con la marmellata di fichi e poi ho disposto in fila i fichi tagliati a rondelle, una spolverata di zucchero di canna e poi in forno per circa 40 minuti ma dipende molto dal forno, a me ci è voluto di più ed ho messo la stagnola per non bruciare la parte superiore.
Una volta cotto lasciare intiepidire e spolverare con zucchero a velo.
Da leccarsi i baffi!!!





mercoledì 10 agosto 2016

CROAZIA e SLOVENIA Trip & Food



Quando ti ritrovi all'ultimo secondo a dover prenotare una piccola vacanza, ... ecco cosa è venuto fuori.
Qualche dritta quà e là, prenotazioni on line,  si parte 5 giorni, Croazia e Slovenia.
Premetto che avevamo già gironzolato in Croazia ed ero stata in Slovena da piccola, ma questo non vuol dire che non si debba tornare o rivedere con occhi diversi un posto una città, un museo.
Anche con una piccola disavventura, in auto, siamo riusciti a raggiungere la prima tappa, il Parco Nazionale  Plitvička jezera, ovvero i laghi di Plitvice.
L'albergo molto bello, un pò anni 70, ma rimodernato, stanze grandi e pulite ed una vista sul parco bellissima.  A piedi dall'Hotel, presto la mattina, raggiungiamo l'entrata 2, costo del biglietto 180 kune a persona circa 24 euro  (un pò caro secondo me). Un trenino ci porta all'inizio del percorso, noi avevamo scelto quello di 4-6 ore, ma si fa bene anche in 5.
Lo spettacolo che ci aspetta è incantevole, entriamo camminando su una pedana di legno che passa sopra ai laghetti,  che sono di un turchese e verde smeraldo, che sembrano dipinti,  la natura ti avvolge e capisci quanto grande sia la sua forza. 


Circa a metà percorso, arriviamo ad un piccolo porticciolo, le barche ci portano dall'altra parte del lago, lì ci sono un ristorante il bar ed i bagni, insomma un pò di ristoro. Riprendiamo la passeggiata e lo spettacolo è sempre più mozzafiato.
Alla fine del percorso non abbiamo ripreso il trenino, siamo risaliti a piedi ed è stato bello perchè abbiamo visto  due cerbiatti, usciti a curiosare dal bosco. Veramente bello!

Dopo la visita ai laghi, un pò di relax sulla terrazza dell'hotel, e immediata partenza per ROVINJ.
Arrivati senza intoppi, ci aspetta nel centro un ragazzo che ci accompagna al nostro appartamento, lo raggiungiamo con un pò di fatica, perchè il paesino vecchio, molto carino, è formato da tante stradine strette e scivolose.
Rovinj è una cittadina sulla costa dell'Istria, è circondato da tanti isolotti, la costa è rocciosa ed il mare bello limpido.
Non resta che visitarlo facendo due passi a piedi, in serata non fatevi mancare un'aperitivo in uno dei tanti localini sul mare, lo stesso vale (a chi piace) per una cenetta a base di pesce, meglio se prenotate.
Al mattino vi consiglio l'Hotel Adriatic, (http://www.maistra.com/it/hotel-adriatic-rovinj) nella piazza davanti al porticciolo, per una colazione chic, ampia scelta, ottimo il latte macchiato!








In questo bar, è bellissimo fare l'aperitivo, ci si siede proprio sul mare, volendo anche sulle rocce dove la cameriera un pò barcollante arriva con le ordinazioni, ovviamente posti limitati!!!
Abbiamo anche incontrato Luigi ( vedi foto sopra) un buffissimo cagnolino, la mascotte  del bar ma anche dei turisti!

Consiglio di provare il ristorante Rio Bar proprio sulla passeggiata, dove abbiamo mangiato discretamente, pranzo e cena, uno dei camerieri è stato anche molto gentile e simpatico. Ci sono tanti altri locali, ma purtroppo, se non fissati in tempo in agosto è difficile trovare posto. I piatti nelle foto sono l'antipasto, tartare di tonno con spezie ed il primo, mezze maniche con gamberetti e  piccole capesante, veramente buone.


Da qui ripartiamo alla volta di LUBIJANA capitale Slovena, in un paio d'ore la raggiungiamo e troviamo un'aria pulita e ordinata. La città di Lubijana, ha vinto il titolo di capitale VERDE d' europa per il 2016.
L'hotel (http://www.galeriariver.com), si trova all'inizio della zona pedonale sul lungofiume in un edificio antico tutto bianco, ovunque pavimento in legno di rovere, che da un tocco di eleganza.





Facciamo subito un giro e come indicatoci dalla ragazza dell'hotel, andiamo a mangiare al ristorante  Giulija, ci trovano un tavolo fuori, fortunatamente, il locale era pieno anche dentro. Il cibo è europeo con qualche tocco sloveno, molto buono. Riconosciuto da mio marito, dietro di noi,  era seduto il rapper italiano Emis Killa, con cui abbiamo fatto due parole. 
Il giorno dopo, visita al castello, noi abbiamo preferito fare la via panoramica, quindi consiglio buone gambe e scarpe,  sennò potete usare la funicolare.
Dopo la visita  al mercato all'aperto,  su un lato della piazza, ci sono delle scalette che portano al mercato del pesce ed un ristorante in cui  abbiamo pranzato.




Lubijana è una città molto giovanile  di una pulizia estrema. Abbiamo fatto un bel giro, i giardini di Tivoli sono  bellissimi. Proprio dietro il nostro hotel, con grande piacere ho notato che c'era la mostra di un grande fotografo, Sebastiao Salgado, intitolata GENESIS.



Abbimo anche visitato una zona della città, chiamata Metelkova,  centro culturale  iniziato nel 1993 unisce varie prassi creative ed eventi, costituito da edifici delle ex caserme austroungariche, costruite nel tardo sec. XIX, e trasformati da numerosi artisti sloveni.
Consiglio di provare il ristorante Druga Violina, dove abbiamo cenato, posto molto caratteristico, dove in estate, qualche band suona dal vivo.  Il cibo è buono ed economico, i camerieri super gentili sono affiancati da ragazzi con problemi, veramente una bella iniziativa.


Anche di notte Lubijana è molto suggestiva, con il castello che domina illuminato.




Qui si conclude il nostro viaggio romantico e culturale.

giovedì 21 luglio 2016

FIORI fritti...con sorpresa






Molto spesso, i miei genitori, passano dal contadino vicino casa loro e fanno spesa di quello che l'orto offre in quel momento, beh, come potete vedere i fiori abbondavano  e anche tanta altra buona verdura... oltre ad aver preparato una squisita torta salata che poi avrò modo di postare, ho preparato questi fantastici e appetitosi fiori fritti ripieni.
Fritto si sà è buono tutto, e questi non si finirebbe mai di mangiarli, si possono anche far passare da finger food come va di moda, ma vanno bene anche come contorno...magari con accanto un buon pollo fritto!
Molto veloce ed estiva questa ricetta con il suo ripieno che si scioglie in bocca, non vi farà pentire di aver schizzato un pò la cucina, sarà una goduria!!!

Cosa serve:
  • fiori di zucca freschi e sani
  • acciughe sott'olio
  • mozzarella
  • pangrattato
  • uovo
  • olio per friggere


Per prima cosa lavate e asciugate bene i fiori, togliete il loro pistillo interno con attenzione e se ci riuscite non togliete il gambo (ad alcuni l'ho tolto, ma con sono più carini!).
Nel frattempo sbattete un uovo in un piatto,  preparate il pangrattato, scolate la mozzarella e fatela a piccoli pezzi,  a questo punto, prendete un pezzettino di acciuga e uno di mozzarella e metteteli all'interno del fiore.
Con delicatezza mettete il fiore nell'uovo e poi passatelo nel pangrattato girandono su se stesso in modo da chiuderlo bene.
Nella teglia con olio di arachidi, friggete i fiori e adagiateli su carta assorbente, salare e attenzione a non scottarvi cercando di mangiarlo subito per gola!!!



sabato 9 luglio 2016

PANZANELLA ... della Nonna



Eccoci,  siamo davvero in piena estate, esplosa ormai con i suoi bollori, con pomeriggi infuocati, ma questo è il bello della stagione!
E allora per rifrescare il palato, in modo molto tradizionale, cosa meglio di una vitaminica panzanella, versione originale della nonna e anche di mia mamma ovviamente!
Adesso gli orti, danno il meglio di sè, pomodori e cetrioli  fanno da padroni, l'aria calda fa la sua parte seccando presto il pane che, se non si dà alle galline, in casa mia buttarlo è sempre stato un sacrilegio, e quindi ho imparato ad utilizzarlo in divesi modi.
La panzanella o anche detta Pan molle,  è per i toscani, un piatto umile e semplice diffuso in estate,  per i non toscani forse un piatto inesistente.
Fondamentale riuscita del piatto è attribuita al pane, che deve essere raffermo e cotto a legna (non certo la un panino all'olio o rosetta!!), va fatto ammolare in acqua e strizzato benissimo dentro un colino (almeno io faccio così), non deve rilasciare acqua!

Le versione orginale non prevedeva pomodori, sono stati aggiunti in seguito e secondo me così è veramente il top, ma niente di più, non stiamo parlando di un insalata di riso!!!
Insomma sugli ingredienti si è detto di tutto ma secondo me la versione che vi riporto è veramente speciale, gli ingredienti sono rigorosamente dell'orto!





Ingredienti  (faccio a occhio,  come diceva la mì nonna!)

pane secco (cotto a legna)
1 cipolla media di tropea
un cetriolo grande
1 pomodoro grande maturo (tipo cuore di bue)
aceto rosso
basilico fresco
olio evo (buono)
sale

Prima cosa prendete il pane, ammollatelo nell'acqua per 15 minuti poi strizzatelo bene bene in un colino e mettetelo  in una ciotola, controllate bene che non rifaccia acqua....poi affettate la cipolla, il cetriolo e il pomodoro, versate l'olio, l'aceto meglio un goccio in più, comunque assaggiate, salate e unite infine il basilico, girate bene con un cucchiaio e mettete in frigo.   Al momento di servire toglietelo dal frigo 5 minuti prima.
La porzione che ho fatto, l'ho mangiata in due volte!




Alla faccia del caldo!!

martedì 21 giugno 2016

PIZZA ... cu' a pummarola 'ncoppa !


Ti offro una bella pizza... i soldi ce li hai?
Totò (Antonio De Curtis)
in Risate di gioia, 1960






A questo giro la sfida #58 dell’ Mtchallenge ci fa volare a Napoli, terra madre della pizza, così almeno ho sempre sentito dire.
Chi ha dato il via a questa sfida, è la nostra cara
Antonietta che ci fornisce tutte le spiegazioni utili su come farla, con i vari lieviti, di birra fresco o granulare, al lievito madre, licoli e chi più nè ha più ne metta!!!!
Ho sempre pensato di fare la pizza al piatto, ma poi ho sempre ripiegato sulla solita teglia, se non fosse stato per Antonietta non ci avrei mai provato, specialmente con le sue indicazioni preziose.
La pizza, credo di averla mangiata ovunque, sappiamo tutti che è uno dei cibi italiani più conosciuto, ormai anche nelle parti più remote del mondo... da ragazzina, a New York, l'ho perfino mangiata a colazione!!!
Adesso che ho imparato a fare questa preparazione, penso che non cambierò, è piaciuta a tutti parecchio.
Ho letto il post, con molto interesse, perchè da MTC  si impara davvero tanto ed io sono una fan della pizza, quindi, vediamo un pò come ho fatto:

 



    Ingredienti per tre pizze al piatto:

    450 g di farina gragnano O setacciata una volta
    250 ml di acqua (oligominerale)
    12 g di sale
    1 g di lievito di birra granulare 

      Ho messo un pò di acqua in due tazzine, in una ho messo il lievito,  nell’altra il sale.
      Versate il resto dell'acqua in una ciotola  poi aggiungete l’acqua con il lievito sciolto ed iniziate ad aggiungere  la farina un pò alla volta impastando, finita la farina unite anche il resto dell’acqua con il sale e continuate a lavorare per circa 10 minuti con le mani.
      Rovesciate l'impasto sul tavolo e lavorate ancora per circa 20 minuti fino a che l’impasto piano piano diventerà liscio e questo punto lo metterete in una ciotola coperto con la pellicola per due ore circa.
      Passato questo tempo, riprendetelo e dividetelo in  tre panetti (questa operazione è detta staglio), che metteterete sotto  un canovaccio, senza infarinare, fate lievitare ancora per 4/5 ore ad una temperatura di 25°(io in forno con la lucina accesa).





      Una volta che l'impasto è pronto, iniziate a lavorare la pizza schiacciandola delicatamente con le dita e allargandola piano piano. Non è cosa da poco stendere una pizza a mano, ma ce l'ho fatta!
      Nel frattempo avrete acceso il forno al massimo, (il mio  250°) e messo dentro la teglia dove poi metterete a cucere le pizze.
      Adesso non resta che decidere i condimenti..., di sicuro la classica margherita, la Mediterranea ed infine una di stagione con fiori di zucca e speck, rigorosamente tutte con mozzarella di latte campana.
      Infornate la pizza e fate cuocere prima con il solo pomodoro, poi aggiungendo i vari ingredienti molto velocemente...ultima la mozzarella scolata bene!






      Con questo impasto ho fatto tre pizze utilizzando per:

      Pizza margherita  - passata di pomodoro mutti, mozzarella di latte e basilico

      Pizza Mediterranea - pomodorini datterini mutti, filetti di alici in olio evo bio, capperi piccoli di Salina, mozzarella di latte, basilico

      Pizza Fior di zucca & Speck  - un filo di olio evo, speck, fiori di zucca e mozzarella

      Purtroppo della pizza Margherita, una sola foto, mia figlia non ha resistito, è stata più veloce della luce!